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Autonomie locali, Cgil Cisl Uil lanciano mobilitazione: 5 proposte per il cambiamento

unitario eell CPresentata la proposta unitaria di Fp-Cgil Cisl-Fp e Uil-Fpl per il settore delle autonomie locali.
Al centro del documento la richiesta di un percorso vero di riforma delle amministrazioni territoriali e di riorganizzazione degli enti, per ricostruire il raccordo tra modello amministrativo e tessuto produttivo, e restituire legittimità e prospettiva al lavoro pubblico come "produttore di valore" e alla P.A. come volano di crescita per cittadini, famiglie e imprese.
Cgil Cisl e Uil propongono 5 azioni concrete, con l'intento di lanciare una sfida al Governo nazionale e a quelli locali:

1. Avviare subito le cabine di regia per ridisegnare le funzioni degli enti locali e definire i fabbisogni di professionalità: garanzia dei livelli occupazionali, formazione e investimento nelle competenze.

2. Applicare i costi standard a tutti gli enti locali e unificare gli acquisti: in ogni regione una sola centrale d'acquisto per comuni, province e città metropolitane.

3. Realizzare un vero turn-over generazionale con almeno 50mila giovani da collocare all'interno di una nuova rete dei servizi, per portare innovazione, velocità, cambiamento organizzativo in un welfare locale disegnato sui bisogni e finalizzato allo sviluppo.

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Visite specialistiche: errata interpretazione della Funzione Pubblica

medicoPubblichiamo il parere dell'ufficio legale della Cisl Fp sulla Circolare n. 2 del 17 febbraio 2014 in materia di "Assenze per visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici" della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica che fornisce chiarimenti sull'applicazione dell'art. 55-septies, comma 5-ter del D.Lgs. 165/2001 come modificato dal D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito, dalla L. 30 ottobre 2013, n. 125.

La Funzione Pubblica, nel tentativo di chiarire la portata delle modifiche introdotte dalla recente normativa, fornisce una errata interpretazione della disposizione in esame che sta determinando una applicazione distorta degli istituti contrattuali in essa richiamati da parte di alcune amministrazioni pubbliche, penalizzante per tutti i lavoratori pubblici e soprattutto per il personale assunto a tempo determinato.

 Parere

P.A. Bonanni: "Non bisogna spezzare il filo del dialogo.

bonanni 3P.A. Bonanni: "Non bisogna spezzare il filo del dialogo. Riforma ha bisogno di ampio consenso dei lavoratori"

"Il Ministro Madia è una persona di buon senso e per questo deve avere pazienza, continuando a lavorare con il sindacato per una vera riforma della Pubblica Amministrazione. Non bisogna spezzare il filo del dialogo, ma proseguire sulla linea della collaborazione. Le critiche del sindacato non vanno interpretate in modo pregiudizievole, ma devono servire ad aprire un dialogo costruttivo". Lo dichiara il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, commentando quanto detto oggi dal Ministro della Funzione Pubblica. "Per noi la riforma della Pubblica Amministrazione deve ruotare intorno alla vicenda della lotta alla corruzione, ai troppi appalti, alle esternalizzazioni, alle concessioni. Occorre un nuovo assetto istituzionale ed amministrativo funzionale che valorizzi la professionalità dei lavoratori pubblici, con una lotta agli sprechi, le inefficienze e le ruberie. La Cisl vuole essere un interlocutore attivo del processo di riforma perché la modernizzazione della P.A. è un asse strategico per il paese. Ma le riforme, per essere davvero efficaci, hanno bisogno di un largo consenso da parte dei lavoratori e dei sindacati. E' dunque necessaria la condivisione da parte di tutti i soggetti per far sì che lo sforzo di corresponsabilità sia equo, senza riserve da salvaguardare.

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Riforma PA: le proposte della CISL Lavoro Pubblico

Riforma PA 10giu2014 iconFare della Pubblica Amministrazione un volano per la trasformazione del paese, la leva su cui agire per una ripresa della crescita e dello sviluppo.

Questa la necessità e l'obiettivo a cui indirizzare le scelte indispensabili per rendere più moderna ed efficace l'azione della grande infrastruttura sociale costituita dal lavoro pubblico. Lavoro pubblico da riorganizzare e valorizzare, superando culture gestionali inadeguate e ponendo fine a una stagione che ha visto troppe volte i lavoratori diventare bersaglio di attacchi superficiali, strumentali e non di rado offensivi.
L'avvio di una fase di confronto e negoziato che assuma in modo consapevole e responsabile questi obiettivi può dare più solido fondamento, attraverso un proficuo dialogo sociale, alle scelte indispensabili per avviare e sostenere processi di profonda inno- vazione, di cui anche i lavoratori possono e devono essere attivi protagonisti.

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PA: nella riforma non c'è l'innovazione che cittadini e lavoratori chiedono

faverin  .jpgIn allegato l'intervista rilasciata dal Segretario Generale CISL FP Giovanni Faverin al quotidiano "Avvenire" sulla riforma della PA approvata ieri.

Queste alcune dichiarazioni: «Non c'è nulla di epocale, eppure si poteva cambiare davvero su consulenze e staffetta generazionale»

«Non difendiamo lo status quo. Per un ricambio vero servono 100mila ingressi, possibili a costo zero»

«Nella riforma non c'è niente di epocale. E non c'è l'innovazione che cittadini e lavoratori chiedono alla Pa, a partire dai provvedimenti sul personale risponde il sindacalista. Serve una vera staffetta generazionale che porti nelle amministrazioni giovani e nuove competenze. Il governo propone 15mila nuove assunzioni, quando ne servono almeno 100mila nel prossimo triennio. Basti pensare che da qui a quattro anni andranno in pensione in 200mila. Allora dov'è il progetto? Basterebbe tagliare davvero le consulenze e ridurre gli uffici dirigenziali per inserire 30mila giovani all'anno, anche con contratto di apprendistato, a costo zero. E poi servono misure serie su responsabilizzazione del management, trasparenza della spesa, obblighi di programmazione»

Avvenire del 14/06/2014